Da vicino un’isola

Una riflessione sui sassi di Maria Cristina Picciolini, nell'era dell’Antropocene

Parafrasando un celebre libro di Bruno Munari, "Da lontano era un'isola", in cui i protagonisti sono i sassi - la loro forma, i loro segni - con lo stesso intento filosofico del grande maestro, basato sul cambiamento del punto di vista come rivoluzionario rispetto alla percezione della realtà, possiamo ripensare alla relazione tra microcosmo e macrocosmo presente nelle opere di Maria Cristina Picciolini. I suoi sassi dipinti e accostati formando volti umani, da vicino sono isole, a ricordarci la condizione con cui l'uomo, oggi sempre più solitario ed isolato, affronta la propria esistenza. Un uomo che ricostruisce la propria integrità di senso attraverso i sensi, prevalentemente: vista (occhi), olfatto (naso), gusto (bocca). A volte solo occhi. Lo sguardo sull'altro e sul mondo che, per Picciolini, viene dal mare.

Un mare del Sud d'Europa a cui l'artista ritorna dopo tanti anni passati oltre le Alpi.

Il mare Grande Madre che lambisce tutte le isole del mondo ma anche il mare Morte che ha subissato imbarcazioni, sogni e speranze di chi è stato inghiottito sulle rotte della migrazione, della colonizzazione, della guerra, della malattia e della fame.

A volte i sassi giacciono in fondo a delle teche di acqua. Altre volte si compongono su fondo bianco dentro una cornice a cassetta. Alcune di queste cassette richiamano quelle del Nuovo realismo, le accumulazioni di Arman, e alcune serie dell'Arte povera, le nature di Gilardi. La forma della natura e del suo generare e costituire l'uomo, da Arcimboldo a Kiefer, che ha fortemente ispirato le opere di Picciolini, è oggi nelle nostre mani. In un'azione performativa, intuitiva come il gioco di un bambino che raccoglie i sassolini trasportato dalla magia della spiaggia, lo spettatore che visita la sua mostra può intervenire modificando la composizione dei suoi sassi dipinti.
Nell’era dell'Antropocene, l'epoca geologica attuale, in cui l’ambiente terrestre - nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche - viene fortemente condizionato su scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana: l'azione dell'artista si concentra sulle mani dell'uomo che possono modificare il fragile equilibrio dell'ecosistema. Un rapporto di equilibrio che diventa equilibrismo, nell'anno della pandemia in cui siamo occupati a difenderci dal micromostro, fulmineamente letale - il virus - trascurando le pessime condotte delle politiche mondiali ed individuali che hanno generato il macro-mostro, lentamente letale - il cambiamento climatico.

Oggi l'estetica è ibridata con l'etica, ha dichiarato in un'intervista Piero Gilardi: "Il futuro ha sempre un piede nel presente. Se siamo d'accordo che siamo nell’Antropocene e quindi ci consideriamo anzitutto terrestri – cioè abitanti della terra (non più umani – e c'è una belle differenza!) – ci rendiamo subito conto di qual è il rischio che stiamo correndo. In questo periodo guardando la distruttività della
nostra specie – dal Paleolitico a oggi – siamo sull'orlo di dare il colpo definitivo all'intera catena biologica sulla terra. Noi artisti dobbiamo lavorare per trasmettere questa consapevolezza al nostro pubblico, la gente in generale".
Picciolini, con le sue istallazioni di sassi dentro teche d’acqua ci riporta all’infanzia - alle nostre origini di bambini pronti a vedere oltre la forma, sentire oltre le temperature materiali di un sasso, capaci di seguirne il volo e aspettarne con gioia il tonfo a increspare le superfici azzurre riflesso di cielo - e, insieme, ci catapulta nel presente di un mare tomba e cimitero che sempre più incessantemente riempie le cronache del nostro Mediterraneo.
Così ci chiede di guardare a noi e di guardare, anche, al futuro del mondo. 

Ci chiede di guardarci dentro, attraverso uno specchio d’acqua, e di domandarci:

Chi sono? chi siamo? Chi voglio essere? come vogliamo essere ricordati?


Se da vicino siamo isole, da lontano siamo arcipelaghi e la Terra nelle nostre mani è una sola.

Mercedes Auteri
Milano, 20.X.2020